Il corpo e la profondità: abiti e cripte nel racconto del Medioevo

N. 65 del 15 Aprile 2026

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Newsletter di Chiese Romaniche e Gotiche del Piemonte

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News a cura di Marco Actis Grosso, Piero Balestrino, Mario Falchi, Kostik, Giancarla Rosso e Grazia Salinelli

Il corpo e la profondità: abiti e cripte nel racconto del Medioevo

Il percorso avviato nei numeri precedenti prosegue con uno sguardo che continua a intrecciare elementi materiali e dimensioni simboliche tra Medioevo e Rinascimento, mettendo al centro due ambiti solo apparentemente lontani: il corpo vestito e lo spazio sotterraneo delle cripte.

La terza tappa dedicata all’abbigliamento approfondisce ulteriormente il significato del vestire tra XIV e XVI secolo, confermando come l’abito non sia mai un semplice rivestimento, ma un dispositivo culturale complesso.

Attraverso le immagini conservate nelle chiese, il corpo emerge come spazio regolato, protetto e definito da codici condivisi, in cui si riflettono appartenenze sociali, funzioni e valori.

A questa dimensione “visibile” del corpo si affianca, in modo complementare, il tema delle cripte, in particolare nel contesto valdostano.

Spazi raccolti e spesso poco accessibili, le cripte rappresentano una dimensione più profonda del sacro, legata alla memoria, alla conservazione delle reliquie e a una percezione del tempo che si stratifica sotto la superficie delle chiese.

Sono luoghi in cui la continuità tra passato e presente si fa tangibile, e in cui l’architettura diventa custode di una memoria silenziosa ma persistente.

In questo dialogo tra superficie e profondità si inseriscono le cripte valdostane e quella dell’ex convento di San Francesco a Cortemilia, che offrono un esempio concreto di come questi livelli possano convivere e integrarsi.

In queste realtà lo spazio sotterraneo non è solo elemento architettonico, ma parte di un sistema più ampio di significati, che collega il luogo alla storia del luogo e alle pratiche religiose che lo hanno attraversato.

La newsletter propone così una lettura unitaria, in cui il corpo e lo spazio si richiamano reciprocamente: ciò che veste e protegge all’esterno trova un corrispettivo nella profondità degli ambienti sacri.

Un invito a osservare le chiese medievali non solo nella loro evidenza formale, ma anche nella loro capacità di custodire, a diversi livelli, tracce di una visione del mondo ancora leggibile oggi.

Vi auguriamo una piacevole lettura e non vediamo l’ora di ritrovarvi nel prossimo appuntamento di maggio, per proseguire insieme questo lungo viaggio tra arte, storia e spiritualità!

Marco Actis Grosso

Cripta della Cattedrale di Notre-Dame o Santa Maria Assunta - Aosta Cripta della Cattedrale di Notre-Dame o Santa Maria Assunta - Aosta
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Novità dal sito

Dall’ultima newsletter il sito si è arricchito di nuovi contenuti e aggiornamenti in più sezioni.

Architetture e temi – Battisteri e fonti battesimali Si amplia la sezione Battisteri e fonti battesimali, con nuovi approfondimenti sui fonti in stile Zabreri di Aisone, Brondello, Caraglio, Casteldelfino, Cuneo, Envie, Genola, ed Isasca, con lettura di iscrizioni, simboli e datazioni.
Approfondimenti Tra i nuovi contenuti si segnalano il racconto di Kostik Bononio e Pietro, amici di Ottone e la nuove schede agiografiche dedicate a Iffredo e Romualdo.
Glossario Il Glossario accoglie, tra le altre, tre nuove voci: broccato, giornea e sciugatoio.
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Iconografia e identità

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Articolo

Trame di Rinascimento,
tra broccati e armature

A cura di Giancarla Rosso

Podcast

Abiti e armature
tra potere e ribellione

Esempio di abbigliamento militare a Bastia Mondovì (CN) – Chiesa di San Fiorenzo Esempio di abbigliamento militare a Bastia Mondovì (CN) – Chiesa di San Fiorenzo

 

  Un viaggio nel Rinascimento attraverso abiti, broccati e armature, dove la moda diventa espressione di rango, gusto e trasformazione culturale.

L’articolo di Giancarla Rosso mostra come gli affreschi delle chiese di Piemonte e Valle d’Aosta conservino preziose tracce della vita materiale del tempo, restituendo un’immagine viva della società tra lusso, devozione e rappresentazione del potere.

 

Approfondimento di glossario

Lorica - A cura di Giancarla Rosso

  L’approfondimento di glossario riguarda uno dei temi trattati nell'articolo: la lorica.

La lorica romana si presenta in due principali tipologie: la lorica hamata, una cotta di maglia composta da migliaia di anellini di ferro intrecciati, lunga fino a metà coscia e probabilmente di origine celtica.

Il secondo tipo è la lorica a squame, formata da piccole lamelle metalliche sovrapposte simili a scaglie, fissate su un supporto tessile.

Entrambi i modelli garantivano protezione e adattabilità, con possibilità di riparazione e personalizzazione della corazza.

 

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Biblioteca - Libri e Documenti

Luoghi sacri sotterranei
della Valle d'Aosta

di Piero Balestrino

Podcast

Cripte e segreti
del suolo valdostano

Piero Balestrino - Luoghi sacri sotterranei della Valle d'Aosta Piero Balestrino - Luoghi sacri sotterranei della Valle d'Aosta

 

  Piero Balestrino - Luoghi sacri sotterranei della Valle d'Aosta - Documenti di Chieseromaniche n° 26 - Aprile 2026 - 17 pagine - Scaricabile liberamente

Il contributo di Piero Balestrino è dedicato ai luoghi sacri sotterranei della Valle d’Aosta, con un’analisi delle principali testimonianze conservate nel territorio.

L’autore esamina cripte, ambienti ipogei e strutture legate al culto, mettendone in evidenza le caratteristiche architettoniche e le funzioni liturgiche.

Attraverso casi documentati, il testo ricostruisce l’evoluzione di questi spazi nel contesto della religiosità medievale alpina.

Particolare attenzione è rivolta al rapporto tra architettura, pratiche devozionali e organizzazione ecclesiastica.

Ne emerge un quadro articolato, che restituisce il valore storico e simbolico di questi ambienti spesso poco visibili ma centrali nella vita religiosa medievale.

 

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Approfondimenti agiografici

San Fiorenzo

A cura di Giancarla Rosso
San Fiorenzo - Bastia Mondovì (CN) presso San Fiorenzo San Fiorenzo - Bastia Mondovì (CN) presso la Cappella di San Fiorenzo

 

San Fiorenzo

  Nella scheda agiografica San Fiorenzo è presentato come uno dei santi della tradizione della Legione Tebea e viene ricordato come martire.

La scheda ne evidenzia soprattutto gli elementi utili al riconoscimento nell’arte sacra, dove compare con la palma del martirio, un mazzolino di fiori e la spada.

La pagina segnala inoltre riferimenti bibliografici e siti di approfondimento per contestualizzarne culto e iconografia.

Completano la scheda alcune immagini di opere conservate in chiese del Piemonte.

Approfondimento agiografico

San Fiorenzo - A cura di Giancarla Rosso

  L’approfondimento agiografico ricostruisce la figura di San Fiorenzo nel contesto della tradizione della Legione Tebea, mettendone in evidenza il culto e la diffusione in area piemontese.

Il testo analizza le fonti agiografiche e le varianti della sua identificazione, soffermandosi sugli elementi che ne hanno determinato la devozione locale.

Particolare attenzione è dedicata all’iconografia, che consente di riconoscerlo nelle raffigurazioni artistiche attraverso attributi specifici.

L’articolo evidenzia inoltre il legame tra culto, territorio e memoria religiosa.

Ne emerge una figura significativa per comprendere la stratificazione delle tradizioni agiografiche alpine.

 

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Borghi e Memorie di Pietra e Arte

Cortemilia: due borghi su due fiumi, in Alta Langa

A cura di Grazia Salinelli

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Cortemilia la città che sfida la Bormida

Pieve di Santa Maria - Cortemilia (CN) Pieve di Santa Maria - Cortemilia (CN)

 

  Cortemilia, nel cuore dell’Alta Langa, tra colline di vigneti e noccioleti, racconta una storia millenaria fatta di borghi, fiumi e architetture stratificate.

Divisa tra San Michele e San Pantaleo, la cittadina conserva testimonianze che vanno dall’età romana al pieno Medioevo, fino alle trasformazioni moderne.

Il percorso attraversa il complesso di San Francesco con la sua rara cripta, la suggestiva Pieve di Santa Maria e i portici medievali, fino alle cappelle rurali immerse nel paesaggio.

Un viaggio che intreccia storia, arte e territorio, restituendo l’identità profonda di uno dei centri più rappresentativi delle Langhe.

 

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