Informazioni generali: fondata verso il 722 da Liutprando, come raccontato da Jacopo da Acqui, trasformata e ampliata da Ottoberto, morto nel 1047 e sepolto nella chiesa, come si legge in un mosaico della cripta in cui Ottoberto (o Ottberto) si definisce "reparator e ornator", vi si aggiunse nel 1030 il monastero benedettino.
Ebbe il suo massimo splendore nel '200 per poi decadere a partire dal '400.
La chiesa è stata in parte rimaneggiata nel '400 quando perse il titolo abbaziale.
Dal 1487 diventa commenda, fino al 1581, quindi è presidiata da un vicario fino al 1709.
Venne ceduta a privati nel 1781 e in epoca napoleonica tramezzata e trasformata in granaio superiormente e magazzino inferiormente; passata allo stato divenne proprietà privata nel 1863.
Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 11º secolo.
Da vedere: architettura; pittura; campanile; cripta;
Interesse della chiesa
secondo lo schema di Chieseromaniche.it
valutazione del 15 maggio 2021
Vale la gita
Vale la gita
Merita una deviazione
Interessante
Segnalata
Informazioni utili per raggiungere la chiesa e organizzare la visita.
Come arrivare: poco oltre Sezzadio, lungo la strada che conduce a Castelnuovo e Rivalta Bormida, sulla sinistra.
Coordinate Nord, Est (apre Google Maps): 44.778549, 8.576111
Itinerario 1 'Da Sezzadio lungo il Bormida' - 1ª visita
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Percorso GPS (file KMZ Google Earth):
Sezzadio-SantaGiustina.kmz
Segnaposto Earth (file KMZ Google Earth):
Sezzadio-SantaGiustina.kmz
Note logistiche: visitabile tutti i giorni dalla 15 alle 19.
Elementi architettonici, artistici e storici da osservare durante la visita.
Da vedere: architettura; pittura; campanile; cripta;
Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 11º secolo.
Esterno: facciata in cotto spartita da sottili lesene e coronata in alto da archetti pensili che proseguono anche sui fianchi e nella parte absidale, di notevole interesse. Nel 1447 venne sopraelevata la parte centrale della facciata e trasformata in torre. Le tre absidi cilindriche hanno, sopra la cornice di archetti pensili, un doppio fregio in cotto a dente di sega. Un fregio analogo, ma più semplice, è presente nelle absidi laterali. Solo la parte superiore della muratura centrale della navata sud è ancora originale e presenta un coronamento di mattoni a frangia e lesene. La parete nord , modificata con il rifacimento delle volte, presenta tre contrafforti quadrati posti in corrispondenza degli archi trasversali interni e pinnacoli gotici. In alto corre un coronamento ad archetti intrecciati sormontati da una cornice di mattoni sagomati.
Interno: a tre navate con pianta a forma di T e tre absidi semicircolari rivolte ad oriente e direttamente innestate nel transetto. Presenta il transetto molto alto e l'endonartece di tipo carolingio. La prima campata ha il tetto a capriate e fu per un certo periodo divisa dal resto della chiesa da un muro. Le volte a costoloni sono rette da pilastri a fascio con capitelli cubici. I pilastri della prima campata risalgono alla prima chiesa e hanno solo due semicolonne addossate per reggere gli archi longitudinali di separazione dalle navate laterali; gli altri hanno quattro semicolonne addossate, due sono state aggiunte per reggere gli archi trasversali su cui si impostano le volte a crociera. Nell'abside mediana affreschi del '400 raffiguranti scene della Passione sormontate dal Giudizio Universale con il Cristo nella mandorla al centro e sul fronte dell'arco le Opere di Misericordia. Nella piccola abside sinistra frammenti di episodi della Vita di Maria di suola lombarda della fine del '300 di stile gotico internazionale. Nella volta del presbiterio, a crociera ed antecedente alle altre, Evangelisti della seconda metà del '400 e ai lati delle tre absidi due affreschi staccati dalla volta del transetto con Gabriele e l'Annunziata sullo sfondo di architetture gotiche. Sull'alto del transetto affreschi romanici dell'XI secolo raffiguranti busti di Santi alternati a corone del martirio e affacciantisi da una specie di matroneo; sopra e sotto una fascia a greca prospettica.
Campanile: si conservano resti di due lati nell'incrocio fra il braccio sud e del transetto e la navata meridionale: sono ancora visibili sulla parete del transetto due alte monofore cieche ad arco; sulla parete della navata restano tracce della porta di accesso.
Cripta: a pianta quadrata con abside, divisa in tre navate da due serie di colonne, presenta il pavimento a mosaico con tasselli in marmo bianco e nero formanti motivi floreali fortemente stilizzati. Vi si accede mediante una scala posta nel braccio meridionale del transetto. Le volte sono a crociera e poggiano su colonnine, cinque cilindriche, una poligonale, con capitelli smussati e su semicolonne alle pareti. Le pareti sono scandite da lesene che poggiano su un alto zoccolo e presentano gruppi di tre o quattro archi ciechi fra ogni semicolonna: motivo analogo si trova alla Sagra di San Michele in val di Susa. Nelle absidi si aprono due monofore strombate e altre due si aprono verso la navata, ai lati della scala che accede al presbiterio. Il mosaico pavimentale si estende per tutta la cripta ad eccezione delle absidi.
Badia o Abbazia di Santa Giustina
19 FOTOGRAFIE
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Santa Giustina di Padova è stata una martire, commemorata come santa dalla Chiesa cattolica.
È nata a Padova nella seconda metà del III secolo e ha subito il martirio il 7 ottobre 304a Nicomedia.
È sepolta nell'Abbazia di Santa Giustina a Padova....
Vedi scheda
Sitografia: link selezionati per approfondire la conoscenza della chiesa
♦ http://archeocarta.org/sezzadio-al-abbazia-di-santa-giustina/ - Verificato il 05/09/2021
Descritta:
a pagina 122 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;
a pagina 7078 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi
Bibliografia:
Repertorio delle cose d'arte del Piemonte: le pitture romaniche Vol. I
Referenze fotografiche
Le immagini pubblicate in questa scheda fanno parte della documentazione fotografica di ChieseRomaniche.it. Per consultare l’elenco delle referenze fotografiche e degli autori, visita la sezione dedicata.
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Aggiornamento del 15/05/2021
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La Badia o Abbazia si trova a Sezzadio (AL), nota come Santa Giustina. Periodo prevalente: XI secolo. Livello di interesse: 3 (Vale la gita). Elementi presenti: architettura, pittura, campanile, cripta. Da vedere: esterno, interno, campanile, cripta.