Informazioni generali: romanica, fondata secondo la tradizione da San Giulio intorno al 390 ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti a partire dal V secolo con la ricostruzione a cura dei vescovi di Novara Vittore ed Onorato, nell'VIII, integralmente ricostruita nella seconda metà dell'XI dopo la distruzione dovuta all'assedio posto da Ottone I alle truppe di Berengario rifugiate sull'isola, restaurata tra l'XI e il XII secolo, epoca a cui risale il tiburio, ancora rimaneggiata nel '600, nel '700 e nell'800, si presenta come un edificio orientato con tre absidi e transetto sormontato da un tiburio ottagonale. L'interno è prevalentemente barocco, l'ingresso laterale risale al '600; la cripta venne edificata nel 1697 per contenere le spoglie di San Guido e di altri rinvenuti negli scavi all'interno, vi si accede da due scale poste ai lati del presbiterio, si presenta a tre navate con volte a vela ribassate poggianti su colonne di marmo; contiene la teca contenente le reliquie di San Giulio. Al quinto pilastro a destra (D) bassorilievo in pietra nera raffigurante San Giulio che naviga sul suo mantello verso l'isola e da questa scaccia i serpenti, datata 1581. Nel transetto destro tele e sopra l'ingresso dell'anti sagrestia affresco di fine '500 che raffigura San Giulio che calma due ossessi. Nell'abside destra (E) sopra l'ingresso San Giulio che aggioga il lupo di Giorgio Bonola (circa 1657-1700) del 1688 circa e alle pareti affreschi di Bernardo Monti (attivo alla metà del '600) rappresentanti l'Istituzione del Rosario. Nell'abside maggiore (F) altar maggiore del 1698 e coro ligneo intagliato di linee goticizzanti con in alto statue di San Giulio e busti dei Santi Elia, Audenzio, Demetrio e Filiberto., nell'abside sinistra (G) sopra l'altare Assunta di Francesco Cairo (1598-1674) e alle pareti Visitazione e Miracolo di Ezechiele di ignoto del primo '600. Nel transetto sinistro (H) pancone, detto dei morti, ornato da intagli lignei del '600 e alle parete tra le molte tele troviamo di Giuseppe Zanatta (1634-1720) Il senatore Audenzio che visita San Giulio e Morte dell'operaio che rifiutò di aiutare San Giulio e una Sacra famiglia di scuola lombarda del primo seicento.
Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 11º secolo.
Da vedere: architettura; pittura; scultura; campanile; cripta;
Interesse della chiesa
secondo lo schema di Chieseromaniche.it
valutazione del 10 marzo 2023
Vale la gita
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Merita una deviazione
Interessante
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Informazioni utili per raggiungere la chiesa e organizzare la visita.
Frazione Isola di San Giulio
Come arrivare: tramite motoscafo o traghetto, partendo da Orta.
Coordinate Nord, Est (apre Google Maps): 45.795470, 8.399180
Itinerario 1
'Intorno al lago d'Orta' - 2ª visita
Itinerario 2
'La costa orientale del lago d'Orta: da Omegna a Orta San Giulio
A cura di Marco Actis Grosso' - 8ª visita
Itinerario 3
'Alla ricerca degli affreschi di San Lorenzo
A cura di Piero Balestrino' - 2ª visita
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Percorso GPS (file KMZ Google Earth):
Orta-SanGiulio.kmz
Segnaposto Earth (file KMZ Google Earth):
Orta-SanGiulio.kmz
Elementi architettonici, artistici e storici da osservare durante la visita.
Da vedere: architettura; pittura; scultura; campanile; cripta;
Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 11º secolo.
Esterno: facciata preceduta da un pronao sormontato da una grande finestra serliana, aggiunte post medioevali, tripartita da paraste, affiancata da torricelle romaniche a bifore del XII secolo e da contrafforti. La facciata è costituita da blocchi di pietra accuratamente squadrati ed ha un profilo a capanna sottolineato da archetti ciechi. Il portale è ad arco. Sui lati della facciata si aprono monofore strombate di stile lombardo, con archi in cotto a doppia ghiera, e una monofora a spalle rette. La muratura laterale, nelle parti visibili, si presenta regolare con blocchi squadrati, così come nei bracci del transetto. L'abside centrale è la meglio conservata, ha una muratura curata e si presenta decorata da un motivo a fornici, motivo che si ritrova anche all'esterno del tiburio. L'abside nord ha una muratura in ciottoli e mattoni e quella sud è nascosta da costruzioni. Il tiburio ottagonale che si innalza all'incrocio tra navata centrale e transetto ha un coronamento continuo di archetti pensili e, nell'unico lato sopravvissuto alle modifiche apportate nel '700 con l'apertura di finestre, conserva una trifora cieca con esili colonnine e capitelli a fogliami.
Interno: a tre navate absidate, leggermente asimmetriche, divise progressivamente da pilastri quadrati con semicolonne addossate e percorsa da matronei dell'XI secolo ai quali si accede per scalette a chiocciola che si trovano nelle torricelle di facciata. Le volte a crociera che coprono le navate sono di epoca romanica mentre la galleria di collegamento tra i matronei, situata sulla controfacciata e attribuibile al periodo tardorinascimentale. Vi si trova un ambone romanico, collocato sulla prime campata a sinistra, in serpentino nero d'Oira. Databile fine XI - inizio XII secolo, a pianta rettangolare con tre lettorini, poggia su quattro colonne di cui due con il fusto decorato da un motivo ad intreccio poggianti su basi attiche con unghie agli angoli e capitelli di cui due con motivi a fogliami, uno senza decorazione e uno con testine e fogliami. Nel parapetto simboli degli evangelisti (bue, angelo, leone, aquila), figurazioni di animali fantastici e l'enigmatica figura di un personaggio avvolto in un corto mantello e appoggiato ad un bastone con puntale; Il lato verso la navata minore presenta su due lastre un centauro che scaglia una freccia verso due belve che attaccano un cerbiatto e, sulla terza lastra un motivo a fogliami. Sul lato centrale i simboli di tre evangelisti: il bue (Luca), l'angelo (Matteo) e il leone (Marco), tutti e tre reggenti il vangelo. Sul alto verso la navata maggiore, al centro il simbolo del quarto evangelista, l'aquila (Giovanni), che regge fra le zampe il vangelo. Alla sua sinistra una figura maschile avvolta in un corto mantello ed appoggiata a un bastone a tau, simbolo della dignità abbaziale, con puntale: forse Guglielmo da Volpiano. Alla destra dell'aquila una scena di lotta fra animali con un grifo che attacca un coccodrillo. Vi si trovano inoltre affreschi situati sulle pareti e sui pilastri, in particolare: nella 1° campata della navata destra (A), sul pilastro, affresco raffigurante San Bartolomeo, in parte ridipinto, della fine del '300-inizio '400; nella 2° campata (B) sui pilastri i Santi Giorgio, Apollonia, Giulio e Gaudenzio, negli spicchi della volta Dottori della Chiesa e Simboli degli Evangelisti, nel sottarco Profeti, sulla parete entro la lunetta Martirio di Santo Stefano e in basso Madonna col Bambino e Santi, tutti affreschi attribuiti alla scuola di Gaudenzio Ferrari (1477-1546); nella 3° campata (C) nel sottarco e sui pilastri Santi, negli spicchi della volta Dottori della Chiesa, nella lunetta Natività e in basso Santi, affreschi databili 1486; al 4° pilastro a destra (D) sarcofago forse del Duca Minulfo, già plinto romano e attualmente cassetta per le elemosine. Al 2° pilastro a sinistra (L) Martirio di san Lorenzo, affresco del '300 e sulla facciata opposta San Nicolao del '400; sulla parete della seconda campata (M) trinità e storie di San Giulio, affresco staccato del '400-'500; sui pilastri della prima campata (N) San Leonardo, affresco del '400 e Natività del '500. Nell'anti sagrestia affreschi di santi della prima metà del '400. In vari punti delle navate laterali capitelli relativi al rifacimento del XII secolo.
Campanile: collocato dietro l'abside sinistra, a bifore e trifore, databile primi dell'XI secolo e dovuto forse a Guglielmo da Volpiano. È stato restaurato nel 1941. Si presenta a pianta quadrata, internamente a sei piani, esternamente a tre ordini di specchiature per lato, le prime due doppie, la terza semplice. Le cornici marcapiano sono costituite da archetti pensili. Lo stile del campanile, a differenza della chiesa, è tipicamente piemontese ed esempi analoghi si trovano a San Benigno Canavese (abbazia di Fruttuaria), Torino (consolata) Testona (Santa Maria) e Susa (San Giusto). I due campaniletti della facciata sono di altezza diversa, più basso quello nord, e presentano una muratura regolare specie negli spigoli; non presentano cornici marcapiano ed hanno in alto quattro bifore con colonnine con capitello a gruccia e ghiera in cotto. Sopra le bifore si trova un coronamento di archetti ciechi, quattro per lato.
Cripta: sotto al coro conserva l'arca di San Giulio
Basilica di San Giulio
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Vissuto nel IV secolo, di origini greche, ottenne dall'imperatore Teodosio l'autorizzazione a trasformare i templi pagani in chiese cristiane.
Tra queste l'ultima sarebbe stata quella dell'Isola di San Giulio sul lago d'Orta.
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Sitografia: link selezionati per approfondire la conoscenza della chiesa
♦ http://archeocarta.org/orta-san-giulio-no-basilica-di-san-giulio/ - Verificato il 04/09/2021
Descritta:
a pagina 613 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;
a pagina 5214 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi
Bibliografia:
Referenze fotografiche
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Aggiornamento del 10/03/2023
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La Basilica si trova a Isola di San Giulio, Orta San Giulio (NO), nota come San Giulio. Periodo prevalente: XI secolo. Livello di interesse: 3 (Vale la gita). Elementi presenti: architettura, pittura, scultura, campanile, cripta. Da vedere: esterno, interno, campanile, cripta.