Santuario di San Magno - Castelmagno (CN)

 La chiesa in breve

  Informazioni generali: eretto sul luogo ove avrebbe subito il martirio San Magno; il nucleo primitivo del '400 ebbe nel 1514 un'aggiunta anteriore affrescata.
Il tutto fu inglobato nel 1710 in una vasta chiesa circondata nel 1865-73 da un porticato sotto il quale nella parte posteriore una rozza epigrafe pare ricordi Marte, protettore degli armenti come San Magno.
Il Santuario di San Magno di Castelmagno è uno dei più importanti luoghi di devozione alpina del Cuneese e conserva una storia costruttiva articolata, sviluppata tra tardo Medioevo, età moderna e Ottocento.
Il sito era frequentato già in età romana, come indica il frammento lapideo dedicato a Marte rinvenuto sotto l’altare nel XIX secolo; una piccola chiesa è inoltre attestata già nel XIV secolo.
Un momento decisivo per la formazione del santuario attuale si colloca nel 1475, quando il rettore Enrico Allemandi promosse la costruzione di una cappella gotica affiancata da una torre campanaria.
Questa cappella, nota come cappella Allemandi, presenta pianta quadrata, volta a crociera e mensole scolpite a mascheroni, e conserva affreschi attribuiti a Pietro da Saluzzo, databili tra 1475 e 1480, con Dio Padre, angeli, evangelisti e dottori della Chiesa.
All’inizio del XVI secolo il crescente culto di San Magno portò a un ulteriore ampliamento del complesso con la realizzazione, nel 1514, di una nuova aula, oggi chiamata cappella vecchia.
Questo ambiente fu interamente decorato da Giovanni Botoneri da Cherasco, autore di uno dei cicli pittorici più importanti del santuario, incentrato sulla Passione e Risurrezione di Cristo e arricchito da numerose figure di santi venerati nell’area alpina.
Tra le scene più note del ciclo figurano il Miracolo del giovane impiccato legato a san Giacomo, il tema della Buona Morte, i santi cavalieri e una vasta Ultima Cena dipinta sulla volta a botte.
L’aspetto monumentale oggi prevalente deriva però dal grande cantiere settecentesco, quando la nuova chiesa fu costruita tra 1704 e 1716 su progetto di Giuseppe Galletto.
Nel 1775-1776 venne realizzato l’altare maggiore dagli scultori Giuseppe Antonio Scala e Raimondo Petrini, contribuendo a definire il nuovo assetto liturgico e artistico del santuario.
Nel corso dell’Ottocento il complesso fu ulteriormente ampliato: tra 1845 e 1848 venne sopraelevato il campanile, tra 1861 e 1886 fu costruito il grande porticato con locali destinati all’accoglienza dei pellegrini e nel 1893 la facciata fu completata con le raffigurazioni di san Magno, san Maurizio e san Costanzo.
All’interno si conservano anche tele settecentesche dell’Immacolata e di San Rocco, oltre a una pala con Madonna col Bambino, san Magno, san Giovanni Battista e santa Maria Maddalena.
Nel suo insieme, il santuario rappresenta una testimonianza di particolare rilievo per la storia della devozione, della pittura murale e dell’architettura sacra alpina tra Quattrocento e Ottocento.

  Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 15º secolo.

  Da vedere: pittura;

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Santuario di San Magno - Castelmagno Santuario di San Magno
Castelmagno
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  Come arrivare: da Castelmagno proseguendo per 6 Km nell'alta testata della valle dopo le frazioni Chiotti e Chiappi.

  Coordinate Nord, Est (apre Google Maps): 44.400826, 7.170956

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 Cosa vedere nella chiesa

Elementi architettonici, artistici e storici da osservare durante la visita.

  Da vedere: pittura;

  Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 15º secolo.

  Interno: la cappella Allemandi, dietro il coro, contiene affreschi del XV secolo attribuiti a Pietro da Saluzzo noto come maestro del Villar. Un'altra cappella detta cappella vecchia fu integralmente affrescata da Giovanni Botoneri di Cherasco nel 1514; gli affreschi occupano 17 scomparti e raccontano la vita, morte e risurrezione di Cristo oltre a figure di Santi (San Magno al centro con San Maurizio, San Costanzo, San Ponzio, San Chiaffredo, San Dalmazzo e San Pancrazio), i sette martiri tebei.


 Immagini della chiesa

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  Descritta:

Copertina  a pagina 325 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;

Copertina  a pagina 2171 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi

  Referenze fotografiche

Le immagini pubblicate in questa scheda fanno parte della documentazione fotografica di ChieseRomaniche.it. Per consultare l’elenco delle referenze fotografiche e degli autori, visita la sezione dedicata.

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  Aggiornamento del 15/05/2026

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