Ex Convento dei Padri Minori o di San Francesco - Cortemilia (CN)

 La chiesa in breve

  Informazioni generali: risale al XIII secolo, molto alterata.
L’Ex Convento dei Padri Minori, o di San Francesco, di Cortemilia è uno dei complessi religiosi più significativi del patrimonio storico locale.
La tradizione ne collega la fondazione al passaggio di San Francesco nel 1213, mentre la presenza del convento è attestata con certezza già nel 1258.
Il complesso, formato dalla chiesa e dall’edificio conventuale, conserva tracce della fase più antica romanico-gotica, riconoscibili accanto ai rifacimenti successivi che ne hanno modificato l’aspetto nei secoli XVII e XVIII.
All’interno si segnala un importante affresco del 1340, tra le testimonianze pittoriche più rilevanti conservate nell’edificio, mentre l’insieme architettonico mantiene particolare interesse anche per il campanile e per la cripta.
Nel corso dei secoli il convento ha avuto un ruolo di rilievo nella vita religiosa e civile della comunità, rappresentando ancora oggi una presenza storica di grande valore nel tessuto culturale di Cortemilia.

  Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 13º secolo.

  Da vedere: pittura; campanile; cripta;

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Ex Convento dei Padri Minori o di San Francesco - Cortemilia Ex Convento dei Padri Minori o di San Francesco
Cortemilia
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 Visitare la chiesa

Informazioni utili per raggiungere la chiesa e organizzare la visita.

  Come arrivare: in Corso Luigi Einaudi vicino alla scuola Media Dante Alighieri e ai F.lli Caffa al n° 10.

  Coordinate Nord, Est (apre Google Maps): 44.581605, 8.192473

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  Note logistiche: è possibile visitare il bene da giugno a settembre (tutte le domeniche) dalle 15.00 alle 17.30, grazie al supporto dei Volontari per l’Arte.


 Cosa vedere nella chiesa

Elementi architettonici, artistici e storici da osservare durante la visita.

  Da vedere: pittura; campanile; cripta;

  Periodo prevalente (in riferimento all'oggetto del sito): 13º secolo.

  Esterno: Nel chiostro, lapide del 1540 con il seguente testo "ALVARO MEDRANO CALAGURITANUS QUI CUM CLARO GENERE FLORENTI AETATE ET VIRTUTE AD MILITIAE DECUS ACCESSUS EX EGREGIO LABORE VIGILIAQUE IN FATUM HIC COMMILITONI OMNI DOLORE INCIDISSET GONDISALVUS FERDINANDI CARTHAGINENSIS PRAEFECTUS COHORTIS AMICO AC VEXILLIFERO SIBI BENEMERENTI POSUIT ANNO MDXXX"
"Alvaro Medrano di Calagurris, il quale, di nobile stirpe, nel fiore dell’età e per valore giunto all’onore della carriera militare, dopo straordinaria fatica e vigilanza, qui cadde nel suo destino, compagno d’armi, suscitando grande dolore. Gonsalvo Ferdinandi, prefetto della coorte cartaginese, amico e alfiere, a lui benemerito pose (questa lapide) nell’anno 1530".
La lapide murata presso l’ex convento di San Francesco documenta la presenza, nel primo Cinquecento, di figure legate agli apparati militari di area ispano-imperiale attivi nei territori del Piemonte meridionale.
Il testo ricorda Alvaro Medrano, originario di Calagurris (l’odierna Calahorra in Spagna), appartenente a una famiglia di nobile condizione e descritto come giovane valoroso, giunto a distinguersi nella carriera militare grazie a impegno e disciplina.
La sua morte, avvenuta “nel destino” dopo fatiche e vigilie, viene presentata come una perdita dolorosa per i commilitoni, secondo un registro tipico dell’epigrafia militare rinascimentale.
A dedicargli la lapide è Gonsalvo Ferdinandi, indicato come prefetto di una coorte “carthaginensis”, probabilmente riferita a un ambito amministrativo o territoriale della Spagna (la Carthago Nova romana, oggi Cartagena), segno di un contesto iberico ben definito.
Il dedicante si qualifica anche come amico e vessillifero, sottolineando un legame personale e militare insieme, in cui la dimensione dell’onore e della fedeltà assume un ruolo centrale.
Nel suo insieme, l’iscrizione restituisce un frammento significativo della presenza spagnola in area subalpina nel XVI secolo, in un periodo segnato dalle guerre d’Italia e dal controllo iberico su ampie porzioni della penisola.
La memoria individuale del soldato si intreccia così con una dimensione storica più ampia, trasformando la lapide in una testimonianza concreta delle reti militari e culturali che attraversavano il territorio, e che trovano eco anche negli spazi religiosi, come luoghi di sepoltura, commemorazione e identità condivisa.

  Interno: frammenti di affreschi del primo '400.

  Campanile: il campanile mostra chiari elementi romanici negli archetti che corrono a più livelli lungo i quattro lati

  Cripta: altare e il coro sopraelevati, al di sotto dei quali è presente la cripta, a cui si accede tramite una scala centrale.


 Immagini della chiesa

Album Fotografico

Ex Convento dei Padri Minori o di San Francesco

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Nato ad Assisi il 1181 o 1182, figlio di un ricco mercante di stoffe. Dopo una gioventù agiata, in seguito ad una malattia e di una visione decise di cambiare vita e si recò a Roma come pellegrino.
Donati tutti beni ai poveri torno ad Assisi come mendicante.
Nonostante le minacce del padre resto fermo nella sua decisione.
La sua regola monastica fu approvata da Papa Innocenzo III
Fondò il convento della Porziuncola e viaggiò in Spagna, Egitto e Terra Santa.
Morì alla Porziuncola nel 1226.... Vedi scheda

Nel sito sono documentate 19 chiese dedicate a San Francesco d'Assisi.
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  Sitografia: link selezionati per approfondire la conoscenza della chiesa

  https://visitmudi.it/langamedievale/monumenti-medievali-langhe/convento-di-s-francesco/  - Verificato il 14/03/2026

  https://www.comune.cortemilia.cn.it/Home/DettaglioNews?IDNews=97099  - Verificato il 06/02/2023

  Descritta:

Copertina  a pagina 3051 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi

  Bibliografia:

Copertina Langhe e Roero: storia, arte, tradizione

  Referenze fotografiche

Le immagini pubblicate in questa scheda fanno parte della documentazione fotografica di ChieseRomaniche.it. Per consultare l’elenco delle referenze fotografiche e degli autori, visita la sezione dedicata.

Foto presenti nella scheda: 23.

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  Aggiornamento del 13/04/2026

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