Il fonte battesimale di Martiniana Po, conservato nella Parrocchiale di Sant'Andrea e datato 1432, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell'arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura delle iscrizioni medievali.
La scheda mette in evidenza un apparato epigrafico articolato, distribuito sul fronte del catino in due fasce. Nella parte superiore compaiono riferimenti al fonte vivo e all'acqua rigenerante e purificatrice; nella fascia inferiore è riportata una formula dell'Ave Maria, con il richiamo alla grazia, alla benedizione della Vergine e al frutto del suo ventre.
Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.
Il fonte battesimale della Parrocchiale di Sant'Andrea a Martiniana Po si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1432 lo colloca nel primo Quattrocento piemontese, in un contesto nel quale l'iscrizione, la forma del manufatto e la decorazione simbolica concorrono a definire il significato religioso dell'opera.
Il manufatto è significativo perché conserva un programma iscritto e decorativo coerente con la funzione battesimale: il richiamo all'acqua viva, alla purificazione e alla Vergine Maria si unisce a una serie di motivi geometrici e simbolici che scandiscono la superficie del fonte e ne rafforzano il valore liturgico.
L'elemento centrale della scheda è il fronte del catino, dove la lettura delle iscrizioni consente di riconoscere due registri distinti. La fascia superiore conserva il riferimento al fons vivus e all'acqua rigenerante e purificatrice, in rapporto con la liturgia battesimale e con la benedizione dell'acqua lustrale.
Nella stessa fascia compare anche la datazione all'anno 1432. La fascia inferiore propone invece una formula dell'Ave Maria, con il richiamo alla grazia, alla presenza del Signore, alla benedizione della Vergine e al frutto del suo ventre.
La presenza congiunta di formule liturgiche e mariane permette di leggere il fonte non solo come oggetto funzionale al rito, ma come manufatto in cui parola iscritta, devozione e simboli costruiscono un messaggio unitario.
La lettura epigrafica è accompagnata dall'analisi dei segni decorativi e simbolici presenti nelle aree prive di scrittura. La scheda richiama in particolare le croci patenti cerchiate, i motivi a sole delle Alpi e il nodo di Salomone, collocato in corrispondenza della parte inferiore dell'iscrizione.
Il catino, in forma di vera, è coronato da un anello tortile sinistrorso e da un anello tortile destrorso di diametro inferiore. Lo stelo è cerchiato da due anelli tortili destrorsi, mentre il piede ottagonale e lo zoccolo presentano combinazioni di soli delle Alpi e croci patenti. La struttura complessiva unisce sobrietà formale e ricchezza simbolica.
Il fonte battesimale di Martiniana Po non appartiene al gruppo dei fonti Zabreri. La sua importanza risiede soprattutto nella datazione precoce, nell'articolazione delle iscrizioni e nella qualità del rapporto tra testo, forma e decorazione simbolica.
Nel contesto della raccolta dedicata ai battisteri e ai fonti battesimali, questo manufatto contribuisce ad ampliare il quadro dei fonti piemontesi, mostrando come il rito del Battesimo potesse essere accompagnato da un linguaggio visivo e testuale complesso, capace di collegare liturgia, devozione e cultura decorativa del territorio.
La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette invece di osservare il manufatto nei suoi dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di Sant'Andrea.
Il fonte battesimale di Martiniana Po, conservato nella Parrocchiale di Sant'Andrea e datato 1432, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni e per il rapporto tra liturgia battesimale, devozione mariana e decorazione simbolica.
Il fronte del catino conserva un'iscrizione disposta in due fasce: nella parte superiore il riferimento al fonte vivo e all'acqua rigenerante e purificatrice, nella parte inferiore una formula dell'Ave Maria. Croci patenti, sole delle Alpi, nodo di Salomone e anelli tortili completano il programma decorativo.
La scheda consente di leggere il fonte come testimonianza del primo Quattrocento piemontese, nella quale funzione liturgica, parola iscritta e linguaggio geometrico-simbolico concorrono a costruire un insieme sobrio, coerente e ricco di significato.