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News a cura di Marco Actis Grosso, Piero Balestrino, Mario Falchi, Kostik, Giancarla Rosso e Grazia Salinelli Dal Battistero al martirio: segni di fede tra acqua, pietra e memoriaFonti battesimali e battisteri rimandano all’idea di inizio: il momento in cui, attraverso l’acqua, si entra a far parte della comunità cristiana e si avvia un percorso di fede segnato dalla rigenerazione e dalla vita nuova. San Sebastiano rappresenta invece l’altro estremo di questo cammino: il corpo esposto alla sofferenza, la fedeltà messa alla prova, la testimonianza portata fino al sacrificio. Accostare questi due temi consente di leggere l’intero arco dell’esperienza cristiana, dal rito fondativo del Battesimo alla resistenza nelle fasi più difficili della storia individuale e collettiva. Chi veniva immerso o asperso all’acqua del fonte entrava infatti in comunità che conoscevano bene il significato della fragilità, delle epidemie e delle paure condivise. Non è casuale che San Sebastiano sia stato invocato per secoli come protettore contro la peste: il battezzato, rigenerato nell’acqua, è anche colui che affida il proprio corpo vulnerabile alla protezione del santo martire. L’acqua che genera la vita e il corpo che la difende diventano così due segni complementari, ancora oggi capaci di parlare al presente e alle nostre fragilità contemporanee, personali e collettive. Il numero di gennaio della newsletter sviluppa questo filo narrativo attraverso una selezione di articoli, luoghi e approfondimenti che ne declinano i diversi aspetti. Il tema dell’acqua battesimale, come origine del cammino cristiano, è al centro dell’articolo L’acqua che dona vita nuova, dedicato al significato teologico e storico del Battesimo, e trova un riscontro concreto nel fonte battesimale quattrocentesco della Parrocchiale di Bricherasio e nel documento presentato nella sezione Biblioteca. Le chiese del mese, in Valle d’Aosta e in Piemonte, offrono ulteriori esempi di come l’architettura e l’arte abbiano tradotto nel tempo questi significati, mentre gli approfondimenti agiografici su San Giovanni Battista e su San Sebastiano inquadrano le due figure chiave del percorso, dall’annuncio e dal rito fondativo fino alla testimonianza nella prova. L’itinerario tematico Dal Battistero a San Sebastiano e le schede dedicate a Exilles e a Bergolo completano il quadro, mostrando come questi segni di fede siano ancora leggibili nella pietra, nelle immagini e nella memoria dei territori. Vi auguriamo una piacevole lettura e non vediamo l’ora di ritrovarvi nel prossimo appuntamento di febbraio, per proseguire insieme questo lungo viaggio tra arte, storia e spiritualità! Marco Actis Grosso |
ArticoloL’acqua che dona vita nuova - A cura di Giancarla Rosso |
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L’articolo analizza il significato teologico e simbolico dell’acqua nel sacramento del Battesimo, a partire dal Battesimo di Gesù nel fiume Giordano e dalle sue radici bibliche. Viene evidenziato come l’immersione nell’acqua rappresenti il passaggio dall’uomo vecchio alla vita nuova nella fede cristiana. Il testo ripercorre l’evoluzione storica del rito battesimale, dal Battesimo degli adulti per immersione alla diffusione del Battesimo dei neonati. Ampio spazio è dedicato alla nascita e allo sviluppo dei battisteri e dei fonti battesimali, con particolare attenzione alle forme architettoniche e decorative. Presenta esempi documentati di fonti battesimali e raffigurazioni pittoriche conservate in chiese e musei di Piemonte e Valle d’Aosta, sottolineandone il valore storico, liturgico e artistico come testimonianze materiali della fede cristiana.
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Chiese del meseLa Salle e Exilles |
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Questo mese abbiamo scelto di mettere in evidenza due edifici sacri che interpretano in modo significativo i temi della newsletter. La Parrocchiale dei Santi Cassiano e Tommaso di Canterbury a La Salle, in Valle d’Aosta, conserva un importante fonte battesimale in pietra, mentre la Cappella di San Sebastiano a Exilles, in provincia di Torino, rappresenta un caso emblematico di devozione e memoria legata al santo martire. |
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I primi documenti che fanno menzione della chiesa di San Cassiano a La Salle risalgono al secondo decennio del XV secolo. Di quell’edificio ci restano soltanto la base del campanile coeva della primitiva costruzione e un’immagine ottocentesca, posta a ricordo, nel medaglione al centro dell’arco trionfale. L’organo presente nella chiesa è ritenuto tra i più belli dell’intera regione. Il piccolo museo di arte sacra custodisce all’interno alcuni interessanti oggetti: una Madonna di fine 1300, una di inizio 1400 che ricalca le fattezze della Madonna Nera di Oropa ed un crocifisso di inizio XV secolo ispirato a quello presente nella Cattedrale del capoluogo. Di notevole pregio l’antico fonte battesimale in pietra ornato con stemma sabaudo e croce. Tra i quadri posti alle pareti dell’edificio religioso, suddiviso in tre navate e quattro campate, è particolarmente caro alla comunità quello che ritrae Papa Innocenzo V che qui ebbe i natali nel XIII secolo. Da ricordare inoltre la tradizionale manifestazione di origine celtica legata al feste patronali: la “Badoche”, nel corso della quale il primo “badocher” raccoglie le offerte che verranno poi devolute alle persone più bisognose di aiuto. |
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Approfondimenti agiograficiSan Giovanni Battista - A cura di Giancarla Rosso |
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San Giovanni Battista La scheda agiografica sintetizza le principali informazioni su San Giovanni Battista e presenta una ampia galleria iconografica. L’articolo di approfondimento di Giancarla Rosso ripercorre la figura di San Giovanni Battista, collocandone la nascita ad Ain Karem e la morte a Macheronte tra il 29 e il 32 d.C., e ne sottolinea il ruolo di “Precursore” nella preparazione alla venuta del Messia. Vengono ricordate le origini sacerdotali della famiglia e gli episodi evangelici legati alla sua nascita e all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele. Il testo analizza il suo stile di vita austero, l’ipotesi di un legame con la comunità degli Esseni e il contesto geografico e storico del suo ministero nel deserto della Giudea. Centrale è il tema del Battesimo come rito di conversione e purificazione morale, che gli valse il nome di Battista. L’articolo ricostruisce infine le vicende della sua prigionia e della decapitazione per ordine di Erode Antipa, ricordandone il culto diffuso, la doppia celebrazione liturgica di nascita e morte e la sua rilevanza nella tradizione cristiana e culturale. |
ArticoloParrocchiale di Bricherasio - Fonte Battesimale XV Secolo - Lettura delle iscrizioni ed alcune note in merito - A cura di Mario Falchi |
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L'articolo è dedicato allo studio del fonte battesimale antico della Parrocchiale dell’Assunta di Bricherasio, con particolare attenzione all’analisi epigrafica, iconografica e storico-documentaria. L’autore esamina le iscrizioni latine presenti sul catino e sul piede del fonte, chiarendo la datazione principale al 1409 e quella del restauro al 1513. Ampio spazio è riservato allo studio dei simboli scolpiti, tra cui l’arma dei Cacherano, motivi vegetali e segni legati al mondo agricolo e feudale. Il lavoro approfondisce il ruolo della famiglia Cacherano nella committenza dell’opera, ricostruendone il contesto genealogico e politico. Attraverso confronti stilistici e paleografici, il fonte viene collocato nell’ambito delle botteghe lapicide attive tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. L’analisi consente di definire il fonte battesimale di Bricherasio come un manufatto di grande rilievo storico e artistico, fondamentale per la comprensione della cultura materiale e religiosa del territorio.
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Biblioteca - Libri e DocumentiPiero Balestrino - San Pietro in Consavia: una Rotonda, un’Aula e un Chiostro |
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Piero Balestrino - San Pietro in Consavia: una Rotonda, un’Aula e un Chiostro - Documenti di Chieseromaniche n° 22 - Gennaio 2026 - 22 pagine - Scaricabile liberamente Il documento analizza il complesso di San Pietro in Consavia ad Asti, composto dalla Rotonda battesimale, dall’Aula Valperga e dal Chiostro, ricostruendone le origini storiche e l’evoluzione architettonica. L’edificio, edificato nei primi anni del XII secolo su un’area di culto più antica, si ispira al Santo Sepolcro di Gerusalemme ed è legato al fenomeno dei pellegrinaggi locali promossi dopo la prima Crociata. Ampio spazio è dedicato alla descrizione del Battistero a pianta centrale, con particolare attenzione agli apparati decorativi romanici e al fonte battesimale ottagonale, simbolo di rigenerazione spirituale. Il testo approfondisce poi l’Aula Valperga, costruita nel XV secolo, evidenziandone il primato della scultura sulla pittura e il ricco apparato in terracotta. La trattazione si completa con l’analisi del Chiostro e delle strutture esterne, mettendo in luce la stratificazione storica e il ruolo del complesso come sede del Priorato dei Cavalieri di San Giovanni. |
Itinerario tematico di scopertaDal Battistero di San Ponso alla scoperta delle Cappelle dedicate a San Sebastiano nel Torinese - A cura di Piero Balestrino |
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Partiamo dal bellissimo Battistero di San Ponso per andare alla scoperta delle Cappelle dedicate a San Sebastiano. Dopo averlo visitato, ci incamminiamo sulla SP13 sino a Front dove ci spostiamo sulla SR244 sino a Vauda ed infine, con la SP21 giungiamo a Nole, cittadina a nord ovest del capoluogo piemontese, dove ammiriamo la prima cappella dedicata a San Sebastiano. Da qui ci avviamo sulla SP2 sino ad imboccare la A55 al casello di Caselle (scusate il gioco di parole) per uscirne a quello di Collegno. Utilizzando la SS24 alla prima rotonda svoltiamo verso Pianezza dove ci attende la seconda Cappella in via Torino. Usciti da Pianezza riprendiamo la SS24, lasciandola ad Avigliana, transitiamo attraverso i suoi due laghi e giungiamo a Giaveno. In via Fasella angolo via San Sebastiano possiamo visitare la Cappella tramite la app “Chiese a porte aperte” in cui ammiriamo i dipinti dedicati alla vita del Santo. Tornati ad Avigliana saliamo sulla E70 che lasciamo al casello di Chianocco per arrivare a San Giorio di Susa utilizzando la SS24. In via Ponte Vecchio possiamo ammirare la quinta meta di giornata, una Cappella affrescata esternamente. A Chianocco risaliamo sulla E70 fino a Susa est.
Abbandonata definitivamente l’autostrada con la SS24, attraversiamo Gravere e Chiomonte per giungere a
Exilles traguardo finale in via degli Alpini per ammirare
la Cappella del XII secolo con sculture esterne paleocristiane di cui possiamo approfondire la conoscenza con il Documento n. 1 presente nella specifica sezione del sito.
https://www.chieseromaniche.it/Documenti/Doc1-880-MarcoCibonfa-San-Rocco-e-San-Sebastiano-a-Exilles.pdf La lunghezza del percorso proposto è di 136 km Seguendo questo itinerario ammireremo:
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La Cappella di San Rocco e San Sebastiano fu edificata nel 1660 su commissione di Pierre Odiard, Console di Exilles, utilizzando in larga parte materiale lapideo di reimpiego proveniente da edifici di culto più antichi. Le quattro facciate presentano un articolato apparato scultoreo in bassorilievo, caratterizzato da elementi paleocristiani, medievali e probabilmente precristiani, riassemblati secondo una logica funzionale più che stilistica. In facciata est sono visibili simboli cristologici come i pesci (ichthys), una croce latina, motivi circolari assimilabili a nodi o ruote paleocristiane e l’incisione del nome del committente. La facciata nord è dominata dalla finestra strombata con decorazioni scolpite raffiguranti il giglio di Francia, delfini dei Conti d’Albon e un angelo alato. Sulle cornici lapidee compaiono scene riconducibili alla Sacra Famiglia e a una sequenza simbolica del martirio di San Sebastiano, resa attraverso armi, animali e figura umana trafitta. La facciata sud conserva bassorilievi legati a San Pietro, mentre sul lato ovest è presente una conchiglia, simbolo di nascita e purificazione. L’insieme testimonia un caso documentato di riuso simbolico e stratificazione iconografica, unico nel panorama valsusino. |
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Per approfondire la Cappella di San Sebastiano ad Exilles leggi
Marco Cibonfa – San Rocco e San Sebastiano a Exilles – Documenti di ChieseRomaniche.it – 2022 – 44 pagine con 240 immagini a colori – Scaricabile liberamente
Studio dedicato alle figure di San Rocco e San Sebastiano a Exilles, osservate attraverso iconografia, culto e contesto storico.
Il contributo propone una lettura che intreccia devozione popolare, arte e storia locale, restituendo il significato simbolico delle due figure nel territorio alpino.
| Consulta il documento |
Borghi e Memorie di Pietra e ArteBergolo e la cappella di San Sebastiano - A cura di Grazia Salinelli |
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Bergolo: l’articolo propone un ritratto storico e territoriale del piccolo borgo dell’Alta Langa Orientale noto come “paese di pietra” per l’uso diffuso dell’arenaria locale nell’edilizia. Dopo un inquadramento geografico e toponomastico, il testo ricostruisce le principali fasi storiche del borgo, dalle attestazioni medievali legate ai Del Carretto e ai domini successivi fino all’età sabauda. Particolare attenzione è riservata al patrimonio architettonico e religioso, con la chiesa della Natività di Maria Vergine e la cappella romanica di San Sebastiano, già fulcro della vita comunitaria e della protezione dalle pestilenze. L’articolo evidenzia inoltre la rinascita contemporanea di Bergolo, fondata sulla valorizzazione della pietra, dell’arte pubblica e del paesaggio. Ne emerge il profilo di un borgo che ha saputo coniugare memoria storica, identità architettonica e nuove forme di fruizione culturale.
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Approfondimenti agiograficiSan Sebastiano - A cura di Piero Balestrino |
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San Sebastiano La chiesa cattolica ricorda nel mese di gennaio due Sebastiano martiri, entrambi militari. Il nome Sebastiano dal greco Sebastos significa “venerabile” o “degno di venerazione”. Il più famoso è sicuramente quello venerato il giorno 20, nativo di Narbona, in Gallia, tribuno delle guardie pretoriane. Chi non ricorda i tanti dipinti in cui appare trafitto da decine di frecce scagliate dai suoi aguzzini? Non fu però questa la sua morte, perché fu salvato dalla matrona romana Irene. Nuovamente arrestato morì flagellato, il corpo gettato nella cloaca romana ma, apparso a Santa Lucina, fu recuperato e seppellito nella basilica romana che ora porta il suo nome. Il secondo Sebastiano, detto di Agaunum località nel Vallese svizzero, luogo della sua morte, è ricordato il 2 gennaio. È uno dei 58 martiri tebei venerati nella nostra regione secondo il libro “I martiri Tebei in Piemonte” di Felice Alessio. Nel 1427 i suoi resti vennero rinvenuti a Fossano con quelli del compagno d’armi Alverio. Da allora sono stati traslati nella Cattedrale e divenuti compatroni della città con il titolare san Giovenale dedicatario della Chiesa. Di questo santo ci sono giunte solo sporadiche notizie. Tra le poche arrivate sino a noi vi è la citazione nel libro “Vita e martirio di San Fiorenzo” pubblicato dal vicario di Bastia nel 1887. |
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